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LE RIFLESSIONI DELLA PRESIDENTE ANTONELLA BEVERE ASTREI

Fiuggi Family Festival
alla terza edizione

Giuseppe Rusconi

Fiuggi Family Festival <br>alla terza edizione Ecco una buona notizia. Anche quest’anno l’ormai tradizionale Fiuggi Family Festival si è aperto, sabato 24 luglio, presso le terme (la Bonifacio VIII e la Fonte Anticolana) della cittadina ciociara. Fino al 31 luglio gli organizzatori (con in testa la presidente Antonella Bevere Astrei) hanno previsto un succedersi di film per ragazzi, film in concorso, cartoni animati, convegni, momenti di laboratorio attorno al tema della famiglia: un’occasione di ascolto, interscambio di esperienze e globalmente di allegria di cui per la terza volta sono protagoniste le famiglie italiane, almeno quelle che sono presenti a Fiuggi. Ce ne sono sempre molte che di Fiuggi non sanno, altre che forse sottovalutano la manifestazione: abbiamo ancora negli occhi però la freschezza portata l’anno scorso dall’Associazione famiglie numerose che aveva colto l’occasione del Festival per accompagnarlo con il suo congresso annuale.

Quest’anno ci sono alcune novità: il testimone della direzione artistica è passato ad Alessandro Zaccuri, quello della presidenza della giuria dei film in concorso da Alessandro D’Alatri a Luca Bernabei. Di grande successo - come abbiamo constatato nel primo fine settimana - l’angolo dei videogiochi che ha fatto il tutto esaurito (anche perché i responsabili ‘costringevano’ i genitori riluttanti a conoscere, giocando, Wii e Nintendo vari).

Nelle prime due giornate un ruolo importante è stato svolto dalla cultura polacca. Dapprima c’è stata l’ apertura de facto con la proiezione del grande film-documentario di Rafal Wieczynski, Popieluszko.Non si può uccidere la speranza (non ci stanchiamo di consigliarne la visione a tutti!), poi il concerto con musiche di Chopin del pianista Marek Szlezer. La domenica mattina la santa messa celebrata da monsignor Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II (nell’omelia ha ricordato alcuni episodi della vita di Papa Wojtyla e ha anche citato come testimone di Cristo lo stesso padre Popieluszko, da poco beatificato come martire della fede); il pomeriggio il primo film in concorso, “The Magic Tree”, storia polacca di bambini, di una sedia magica che realizza i sogni di chi ci si siede, di genitori ‘persi’ e poi ‘ritrovati’.

Ancora da citare: la proiezione speciale del sabato sera dell’affollata anteprima della
“Pantera rosa”e di “Scooby Doo e i Pirati dei Caraibi”, il documentario di Jon Kolndrekaj su padre Matteo Ricci, il cartone “Bolt. Un eroe a quattro zampe”, la domenica sera l’anteprima di “Agata e Ulisse”, nuova fiction diretta da Maurizio Nichetti per Canale 5, con Elena Sofia Ricci e Antonio Catania. Diversi gli stand di amici e di sponsor, dove i presenti - compresi i tanti ospiti dediti alla cura dell’acqua - hanno fatto incetta di borse, magliette e oggettini vari. In uno stand (“Media point”) abbiamo invece incontrato ragazze e ragazzi siciliani protagonisti di un giovanilmente vulcanico sito internet: www.cogitoetvolo.it (sottotitolato: “Un luogo comune senza luoghi comuni”).

Di questo e d’altro ancora avremo modo di parlare diffusamente nel numero de “Il Consulente RE” in uscita il 29 settembre, in cui si traccerà in primo luogo - grazie a opportune interviste - un bilancio della manifestazione. In questo numero invece riportiamo il colloquio avuto con la presidente Antonella Bevere Astrei e il testo di un messaggio di saluto assai inusuale: quello del ministro della Gioventù Giorgia Meloni.


Per il terzo anno consecutivo, gentile presidente Bevere Astrei, assistiamo al ripetersi di un piccolo miracolo, quello dell’allestimento del Fiuggi Family Festival. L’anno scorso a maggio ci fu la morte sfortunata per un incidente in bicicletta di Suo marito Gianni Astrei, l’ideatore del Festival. Quest’anno poi la crisi economica si è fatta più acuta per milioni di famiglie; non si trovano più (salvo eccezioni) sponsor che finanzino con somme cospicue la cultura... anzi diventa difficile trovare sponsor che si limitino anche a piccoli contributi. In tutta questa situazione poco rallegrante il Fiuggi Family Festival resiste...presumiamo che non viva d’aria...


No, non vive d’aria. Neanche le famiglie possono resistere nutrendosi d’aria, però resistono. Ci riescono perché contano sul contributo di tante persone che impiegano tempo, cuore, entusiasmo per lavorare a un progetto, nel nostro caso una festa della famiglia. A chi lavora in questo modo, poi alla fine - e può apparire sorprendente - non manca niente, pur se il percorso è stato accompagnato da momenti di ansia, paura, ansia, preoccupazione... Anche quest’anno abbiamo avuto l’aiuto di sponsor storici che hanno scoperto il piacere di collaborare a un progetto valoriale. Speriamo anche di contare sempre più sull’appoggio delle istituzioni, auspicando che comprendano come il bene è diffusivo e parte dalla famiglia. Del resto anche il sostegno per l’economia dell’intera società nasce e si fonda sulla tutela e sull’investimento per le famiglie...

...Che cosa intende dire con quello “Speriamo anche di contare sempre più sull’appoggio delle istituzioni...

Negli anni abbiamo constatato un aumento dell’interesse da parte delle istituzioni. E’ anche giusto che una piantina cresca perché ci si accorga che c’è. Abbiamo avuto bisogno del tempo necessario per farci conoscere: però adesso ci siamo, abbiamo una nostra precisa identità. Dunque scommettere sul nostro momento aggregativo, formativo e anche produttivo per le famiglie ci sembra possa essere un buon investimento per le istituzioni. E’ un momento costruttivo, di dialogo. Per le istituzioni è allora importante esserci ed esserci concretamente, poiché non viviamo d’aria. Abbiamo bisogno di tanti generi di sostegno: culturale, di presenza, di collaborazione ed anche economico.

In questi primi tre anni che cosa ha portato alla società e alla cultura italiana questo Festival? Oppure il Festival è solo una sorta di passerella su cui cala il sipario ogni anno dopo la premiazione?

No, abbiamo ormai una continuità di impegno per tutto l’anno. Non smettiamo mai di lavorare... abbiamo molti momenti di presenza oltre al Festival (che viene preparato in 360 giorni di lavoro!): a Venezia, nelle scuole specializzate, in diversi seminari. A me farebbe piacere che il Festival avesse apportato alla società italiana la consapevolezza che ci si può incontrare nella gioia di essere famiglie senza negare le difficoltà e senza giudicare nessuno, pur nella chiarezza delle regole. E’ bello poter fare un percorso di questo genere insieme... ritrovarsi per una settimana qui a Fiuggi tra associazioni, persone, esperienze, storie, ascoltare ed essere ascoltati è un momento di festa: lo spirito è quello della gioia nell’affrontare e nel cercare di superare le inevitabili difficoltà.

Nella conferenza-stampa d’apertura Lei si è molto soffermata, compiacendosene, sui contenuti del messaggio augurale inviato dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni (che riportiamo integralmente dopo questa intervista). Che cosa L’ha colpita in particolare nel messaggio?

E’ un esempio di vicinanza delle istituzioni. Posso dire il ministro Meloni ci ha capito. Lei condivide ciò che noi facciamo, noi condividiamo ciò che lei dice e vogliamo collaborare. L’istituzione è ormai una forma organizzata e organizzante per costruire insieme un percorso. Guardi, il messaggio di Giorgia Meloni ha molti passi veramente belli. L’associazione che fa tra famiglia e patria attraverso il cuore. Come membro del Movimento per la Vita mi ha anche commosso quando, riferendosi alle difficoltà familiari, cita “quelle madri che fuggono pur di riuscire a dare alla luce un bambino non voluto dal partner e, magari, anche dalle famiglie d’origine”. C’è nei giovani il diffuso desiderio di portare avanti la famiglia, c’è nelle famiglie che vivono insieme con malati terminali il desiderio di vedere riconosciuta la dignità della persona cara. Molto spesso le istituzioni hanno offerto la possibilità di un aiuto, ma in modo deleterio: ti ‘aiutiamo’ ad abortire, ti ‘aiutiamo’ a eliminare il malato terminale... non è quello l’aiuto che chi ama vuole! Nel messaggio del ministro Meloni ho visto con commozione riconosciuto il principio dell’aiuto vero, quello che fa vivere la persona.

Mi pare di constatare che quest’anno, nell’ambito del Festival, si è in qualche modo rafforzato il ruolo del Forum delle Associazioni familiari...

Sì, come si è rafforzato il Festival. Che è nato nel direttivo del Forum, dato che mio marito era presidente della Commissione Cultura e spettacolo. Man mano che le tante associazioni che compongono il Forum si accorgono che c’è la possibilità di passare una settimana di vacanza insieme, varcano la porta delle Terme per proporre la loro testimonianza e porsi in ascolto degli altri.

Il ‘varcare’ la porta delle Terme tra l’altro non costa niente al borsellino...

Cercheremo sempre nel limite del possibile di mantenere tale gratuità: per noi è molto importante, è un punto fermo che speriamo di riuscire a tenere. Ma la preoccupazione è grande!

Ce lo auguriamo vivamente anche noi, dato che il Festival- oltretutto - è di beneficio all’economia locale e dunque all’intera comunità di Fiuggi Terme.


MESSAGGIO INVIATO AL FIUGGI FAMILY FESTIVAL DAL MINISTRO DELLA GIOVENTU’ GIORGIA MELONI

Roma, 19 luglio 2010 (18.mo anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino e della sua scorta)


Gentile presidente,
La ringrazio dell’invito al Fiuggi Family Festival in programma a Fiuggi dal 24 al 31 luglio. Purtroppo a causa di impegni già assunti non sarò presente.

La Famiglia, diceva Mazzini, è per l’uomo l’espressione più immediata del suo bisogno d’associazione; essa è centro d’educazione e rappresenta la proiezione dell’individuo nell’eternità. La famiglia è la Patria del cuore. Il sistema di valori che caratterizza la nostra cultura non è assorbito dalle famiglie e poi riproposto ai suoi componenti ma è prodotto, accresciuto, rielaborato dalla famiglia stessa e ‘donato’ ai figli. L’organizzazione della vita familiare, i legami affettivi, la solidarietà al suo interno, riproducono su scale diverse le relazioni che regolano la più ampia comunità nazionale. Una società povera di famiglie o composta da nuclei in conflitto al proprio interno è una società povera di valori e conflittuale al suo interno.

Padre e madre, a mio parere, devono essere punto di riferimento per i figli, ‘portatori sani’ di affetto ed esperienza, non dispensatori di ricompense o complici di ‘zingarate’ come lo sono gli amici. Mi allarmano altresì le evoluzioni che una società compie quando esse sono slegate e non subordinate all’evoluzione della famiglia.

Ritengo che il nucleo familiare debba essere il motore del progresso sociale, cioè la cellula della società e non subire semplicemente le trasformazioni. Contesto anche gli attacchi continui a cui oggi è sottoposta la sua composizione naturale: non credo sia necessario stracciarsi le vesti e gridare ad un attentato contro le libertà civili se si pensa che un figlio abbia bisogno di un padre ed una madre. Non lo hanno stabilito gli uomini, lo ha deciso la natura.

I giovani italiani vengono continuamente tacciati di essere bamboccioni, la cronaca riporta solo episodi negativi e non c’è un mezzo di comunicazione che racconti invece le storie straordinarie di decine di migliaia di giovani che si impegnano nel volontariato al servizio dei più deboli, nelle Forze Armate e in tante altre attività: soprattutto non c’è nessuno che racconti le storie di quei moderni eroi che allestiscono progetti di vita familiare con le precarietà come uniche certezze, o di quelle madri che fuggono pur di riuscire a dare alla luce un bambino non voluto dal partner e, magari, anche dalle famiglie d’origine.

Mi auguro di riuscire nell’intento di migliorare le iniziative in favore della famiglia, a partire dal quel
quoziente familiare che rappresenterebbe un vero sostegno al suo benessere. La saluto cordialmente, presidente, augurando a tutti i partecipanti buon lavoro.