Marta Petrosillo
Raphael. Cartoni e Arazzi dalla Cappella Sistina sarà una mostra inedita ed irripetibile. In occasione del suo prossimo viaggio apostolico Benedetto XVI porterà in Gran Bretagna quattro dei dieci arazzi ideati da Raffaello per adornare la Cappella Sistina: saranno esposti al Victoria and Albert Museum di Londra per la prima volta accanto ai cartoni preparatori realizzati dallartista urbinate. Uno spettacolo cui lo stesso autore non ha mai potuto assistere e che sarà allestito dall8 settembre al 17 ottobre nelle sale del famoso spazio espositivo londinese, dove verrà riprodotta una speciale Cappella Sistina in scala 1:20.
La presentazione di una mostra così unica non poteva che essere altrettanto singolare e così per una sola sera, il 14 luglio, gli arazzi, ora custoditi nella Pinacoteca vaticana, hanno ritrovato la loro collocazione cinquecentesca proprio sotto la volta michelangiolesca.
Il viaggio del Papa doveva essere accompagnato da unoccasione indimenticabile ha detto il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci durante la conferenza stampa nella Sala Regia, notando come dopo cinque secoli i capolavori in tessuto ideati da Raffaello rappresentino, assieme alle Stanze alle Logge e alla Cappella Sistina, lapice di quella stagione delle arti che i manuali chiamano Rinascimento.
Gli arazzi furono commissionati a Raffaello al più tardi nel 1515 da Leone X. Quando fu eletto papa nel 1513, Giovanni de Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, volle subito essere allaltezza del gusto di Sisto IV e Giulio II. Dal momento però che i suoi due predecessori avevano già decorato tutte le superfici da destinare alla pittura, Leone X pensò di dedicarsi agli arredi effimeri ed in particolare agli arazzi molto in voga a quel tempo tra le casate più importanti.
La serie di arazzi si articola in due cicli che narrano le gesta degli apostoli Pietro e Paolo. Secondo alcuni studi - ha spiegato il prof. Arnold Nesselrath, delegato per i dipartimenti scientifici dei Musei Vaticani - le raffigurazioni petrine, rappresentanti gli esordi della Chiesa ex populo, erano appese sotto la Vita di Mosè sul lato sinistro della cappella, mentre le gesta di S. Paolo, illustrazioni delle origini della Chiesa ex gentibus, venivano disposte sul lato destro sotto la Vita di Cristo.
Gli arazzi, recentemente restaurati, avrebbero dovuto essere sedici ma ne furono realizzati solo 10, probabilmente a causa della morte dellartista. Una volta commissionati i cartoni, bisognava trovare un laboratorio tessile in grado di riprodurre le pennellate di Raffaello ha raccontato Anna Maria De Strobel responsabile degli arazzi dei Musei Vaticani. La scelta è caduta sulla scuola fiamminga, la più rinomata dellepoca, ed in particolare sulla bottega di Pieter van Aelst.
I primi sette arazzi furono pronti per la fine del 1519 e la gioia di Leone X fu tale che volle appendere la serie, sebbene incompleta, durante la solennità di Santo Stefano. Gli altri tre capolavori giunsero in Vaticano nel 1521 e da allora per circa un secolo furono esposti durante le cerimonie pontificie nella Cappella Sistina, in altre zone del palazzo apostolico e persino in Piazza san Pietro per il Corpus Domini.
La storia degli arazzi è stata piuttosto travagliata. Nel 1527, durante il sacco di Roma, caddero nelle mani di Carlo V, per tornare in Vaticano molti anni dopo ed essere nuovamente sottratti nel 1798. Solo nel 1808 il cardinale Ercole Consalvi, Segretario di Stato di Pio VII, riuscì a ricomprarli e dal 1932 sono esposti nella Pinacoteca Vaticana.
Le peripezie dei modelli di Raffaello, annoverati per secoli tra i beni artistici più preziosi dInghilterra, non sono da meno. Ridotti a striscioline per realizzare la tessitura degli arazzi nella bottega di van Aelst, i cartoni sono stati ricomposti su tela solo nel 1690. Nel 1623 Carlo I li acquistò a Genova per far tessere dei nuovi arazzi nella sua manifattura alle porte di Londra. Nascosti nei depositi durante la Seconda guerra mondiale, dal 1950 i cartoni sono al Victoria and Albert Museum dove finalmente saranno esposti accanto agli arazzi in occasione della visita del successore di Pietro.
( Foto archivio Musei Vaticani)