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BENEDETTA IL 7 LUGLIO DAL SANTO PADRE

Sant'Annibale di Francia: una statua a San Pietro

Marta Petrosillo

Sant'Annibale di Francia: una statua a San Pietro “In un’epoca come la nostra, segnata da una preoccupante cultura del vuoto e del non senso, il luminoso esempio e la limpida testimonianza di Sant’Annibale Maria di Francia costituiscono un invito rivolto alla Chiesa ad annunciare senza compromessi il primato di Dio”. Il 7 luglio scorso il cardinale Tarcisio Bertone ha riassunto così l’importanza dell’opera del fondatore dei Padri Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo durante l’omelia pronunciata nella Basilica di San Pietro per i partecipanti al capitolo generale dei due ordini religiosi.
Poche decine di minuti prima, all’arco delle Campane, il Santo Padre aveva benedetto la statua del santo messinese canonizzato da Giovanni Paolo II il 16 maggio del 2004. Il monoblocco di marmo di Carrara, alto cinque metri e trenta, è stato scolpito dall’artista romano Giuseppe Ducrot e collocato nella prima nicchia entrando da Piazza del Sant’Uffizio accanto aquella di Maria Soledad Torres Acosta, fondatrice delle serve i Maria Ministre degli infermi. Sant’Annibale tiene in mano il Vangelo aperto alla pagina del Rogate dov’è scritto: Rogate ergo Dominum messis ut mittat operarios in messem suam (Pregate dunque il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe).

Il Papa è arrivato intorno alle 10.30, ma già da un’ora un folto gruppo di persone, in molti venuti da Messina e da tutta la Sicilia, aspettava con ansia che fosse scoperta la statua de “’u Patri ‘i Francia”. Tra le personalità presenti il presidente della Fabbrica di San Pietro, cardinale Angelo Comastri, con i confratelli Rodé, Dias, Cacciavillan, Martino e De Giorgi; l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Antonio Zanardi Landi; il superiore generale dei Rogazionisti padre Giorgio Nalin e la superiora delle Figlie del Divino Zelo madre Diodata Guerrera; e mons. Vittorio Lanzani, segretario della Fabrica Sancti Petri. A fare gli onori di casa è stato l’addetto per il Protocollo della Casa Pontificia, nonché religioso rogazionista, padre Leonardo Sapienza .
Nella lettera scritta in occasione del capitolo generale apertosi a Morlupo il 5 luglio, Benedetto XVI ha parlato ai Padri Rogazionisti e alle Figlie del divino Zelo della grande sfida dell’inculturazione che li chiama oggi ad “annunciare la Buona Novella con modi e linguaggi comprensibili agli uomini del nostro tempo”. Benedicendo la statua, il Papa ha poi auspicato che “tutti coloro che contempleranno questa immagine, ispirandosi allo spirito di carità di Sant’Annibale, crescano d’amore verso il prossimo”.
Erano questi infatti i due cardini della testimonianza di Sant’Annibale, come ha ricordato anche il Segretario di Stato Bertone durante l’omelia: “preghiera per le vocazioni e amore verso gli ultimi”.
La sua opera di carità è iniziata nel 1878 a Messina nel quartiere Avignone, tra vicoli tra i più miseri e malfamati della città dell’epoca, dove oggi i padri rogazionisti gestiscono un semiconvitto per bambini fino alla scuola dell’obbligo e la mensa per i poveri. In questo stesso isolato dal 1926 vi è il Santuario di Sant’Antonio, che ospita le spoglie del santo del Rogate.
“Dopo la canonizzazione di Sant’Annibale - ci ha detto il rettore del santuario padre Mario Magro - la statua tra i Santi fondatori di Istituti religiosi prosegue il cammino di santità e testimonia a tutti i cristiani che osserveranno questo marmo l’importante opera di un sacerdote santo che ha interamente donato la sua vita agli altri”.