Giuseppe Di Leo
Ci vuole coraggio ad affrontare tematiche di ecclesiologia. Lecclesiologia è oggetto spesso di confronti molto accesi fra gli stessi teologi cattolici. Ci vuole un pizzico di follia a voler addirittura dare alle stampe un dizionario di ecclesiologia. Lo ha fatto la casa editrice Città Nuova, la quale non è nuova a queste imprese di ardita sintesi.
La difficoltà nella redazione di unopera voluminosa (ben milleseicento pagine circa!) sulle problematiche ecclesiologiche consiste soprattutto nel cercare di avere un prodotto in cui, come scrivono nellintroduzione i tre curatori, gli argomenti, che nel dibattito ecclesiologico sono ancora aperti a possibili approfondimenti e sui quali le posizioni teologiche sono ancora divergenti, sono stati sviluppati allinterno della conclamata dinamica traditio-redditio della Chiesa, considerando sia ciò che la teologia ha assimilato sia quanto deve essere approfondito, facendo emergere la ricchezza delle diverse posizioni esistenti, preservando al contempo -aggiungo io- la coerenza di impostazione ecclesiologica desunta dal complesso dei lemmi.
Riesce in questopera di sintesi coerente il suddetto Dizionario di ecclesiologia? Direi proprio di sì. La coerenza emerge dallanalisi minuziosa dei lemmi fondamentali, essendo tutti in realtà almeno importanti. Lemmi fondamentali sono Autorità (curato da Giuseppe Trapani), Cattolicità (curato da Roberto Repole), Chiesa locale e quello su Chiesa universale (curati da monsignor Marcello Semeraro) e Subsistit in (curato da Donato Valentini).
In essi emerge in modo limpido che lautorità nella Chiesa non inficia il rapporto fra carismi e istituzioni, lasciando alla Chiesa impregiudicati i caratteri di una santa cattolica e apostolica. La vocazione cattolica della Chiesa di Roma si sviluppa attraverso lanalisi del numero otto di Lumen Gentium, laddove si legge che la Chiesa di Cristo che nel simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica (...) s u s s i s t e nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui, ancorché al di fuori del suo organismo visibile si trovino parecchi elementi di santificazione e di verità che, quali doni propri della Chiesa di Cristo, spingono verso lunità cattolica. Al brano di Lumen Gentium si collega il decreto sullecumenismo Unitatis Redintegratio, laddove al numero quattro si auspica che tutti i cristiani, in ununica celebrazione dellEucaristia, si riuniscano in quellunità delluna e unica Chiesa, che Cristo fin dallinizio donò alla sua Chiesa, e che crediamo sussistere, senza possibilità di essere perduta, nella Chiesa cattolica e speriamo che crescerà ogni giorno di più fino alla fine dei secoli.
Lermeneutica seguita dagli autori del Dizionario di ecclesiologia è quella auspicata da Joseph Ratzinger, del quale si ricorda limpostazione metodologica: Il concilio vuole dirci che la Chiesa di Gesù Cristo, come soggetto concreto in questo mondo, può essere incontrata nella Chiesa cattolica. Ciò può avvenire una volta solo e la concezione secondo cui il subsistit in sarebbe da moltiplicare non coglie proprio ciò che (il concilio) intendeva dire. Con la parola subsistit il concilio voleva esprimere la singolarità e non la molteplicità della Chiesa cattolica: esiste la Chiesa come soggetto nella realtà storica (J. Ratzinger, Lecclesiologia della costituzione Lumen Gentium).
La linea ecclesiologica seguita nel Dizionario è chiara, ma ciò non significa che non vi siano spiegate le posizioni divergenti che riconoscono il carattere di Chiesa, per esempio, alle comunità ortodosse. Così accanto a Ratzinger e a Walter Kasper (di cui però stranamente non si fa cenno alla polemica di qualche anno fa con Ratzinger sul valore delle Chiese particolari in rapporto alla Chiesa universale), trovano ampio spazio le opinioni di teologi controversi come Leonardo Boff, Yves Congar, Karl Rahner, Edward Schillebeeckx, Hans Küng, Jean-Marie Tillard (mentre mai si cita un esegeta importante, ancorché discusso, come Romano Amerio).
Che nelle tematiche ecclesiologiche il Concilio Vaticano II abbia segnato un autentico spartiacque è dimostrato, fra gli altri innumerevoli indizi, dalla riscoperta della Chiesa locale. Scrive monsignor Semeraro: E abituale laffermazione che per avere una reale riscoperta della Chiesa locale si è dovuto attendere il Concilio Vaticano II. (...) Il fatto è più rilevante se confrontato con loblio in cui era progressivamente caduta la Chiesa locale in Occidente. Un solo esempio in proposito: benché non abbia trattato sistematicamente della Chiesa, san Tommaso presenta nella sua Summa Theologiae un insegnamento ecclesiologico preciso e coerente. Comunque, però, si osservi la sua dottrina sulla Chiesa, si vedrà che egli si muove sempre in prospettiva universalistica, non lasciando traccia alcuna riguardo a ciò che noi, oggi, indichiamo come Chiesa locale, o particolare.
Ciononostante le citazioni dellAquinate trovano anche in questo dizionario più spazio delle citazioni tratte dagli scritti di Henri de Lubac.
Dizionario di ecclesiologia
A cura di Gianfranco Calabrese, Philip Goyret e Orazio Francesco Piazza
Città Nuova, 2009
pp. 1567 - euro 140