Giuseppe Rusconi
I nostri sono anni in cui la Chiesa cattolica è sotto tiro continuo da parte della cultura dominante nella società secolarizzata. Un po per nefandezze compiute da alcuni suoi figli. Qui si possono citare gli scandali recenti e devastanti di pedofilia emersi negli Stati Uniti, in Irlanda, in Germania (dai microfoni della Radio vaticana don Ferdinando Di Noto ha parlato qualche giorno fa anche di ottanta sacerdoti implicati in Italia): latteggiamento delle gerarchie in tanti casi è stato quello di nascondere i fatti, magari irresponsabilmente spostando in altra parrocchia gli autori dei turpi gesti. Con una serie di interventi accorati ma fermissimi papa Ratzinger ha cercato e cerca di richiamare le gerarchie ecclesiastiche e religiose a comportamenti in materia consoni alleredità evangelica (e non de facto complici). Certo tali scandali provocano grave sofferenza in chi la ha subiti e minano gravemente nellopinione pubblica (in primo luogo nei giovani) la credibilità della Chiesa.
Ma la Chiesa è sotto tiro anche per lenorme diffusione - tramite libri, mezzi di comunicazione di massa, film di grande successo, irrisioni televisive, internet - di leggende nere che le attribuiscono colpe di ogni genere: compito facile per i diffusori, che soddisfano la loro cupidigia approfittando della superficialità dei tempi, dellignoranza storica crassa e supina di molti giovani (via la storia
via la geografia... via le radici) che si prestano date le loro lacune a far da megafoni alle invenzioni più astruse, ingrassando così le tasche dei furbi.
Per cercare di controinformare secondo verità storica (e la storia mostra la differenza tra fatti e menzogne) si può utilmente ricorrere alle pagine ben documentate di Contro la Chiesa- Miti, leggende nere, bugie, autore Michael Hesemann (edizioni San Paolo). Oggi, nota lo storico tedesco, sembra che un pugno di autori si superino a vicenda nel rappresentarsi i Vangeli come storie di menzogne, i papi come criminali assetati di potere, la Chiesa come strumento di oppressione e Roma come baluardo dellintolleranza. Del resto raccontare le leggende nere della Chiesa cattolica, le storie dei suoi oscurantisti, conviene, è quasi una garanzia di alte tirature, di successo. Hesemann rileva che è giunta lora di mettere di fronte alla realtà storica le opinioni degli autori popolari e populistici, ma anche i luoghi comuni e i pregiudizi correnti che riguardano la Chiesa cattolica. Sia ben chiaro, aggiunge, che nel passato sono state commesse ingiustizie indicibili e crimini terribili anche in nome della Chiesa. Tuttavia lo storico serio cerca di comprendere la storia partendo dalla storia stessa, invece di giudicarla e condannarla da una prospettiva contemporanea. Perciò emerge che gli uomini della Chiesa furono in primo luogo figli della loro epoca, e come tali segnati dalla mentalità del loro tempo. Anzi, spesso volevano il bene e fecero il male. La nostra epoca, si chiede poi Hesemann, è così perfetta da non dover temere il giudizio delle generazioni future? La risposta è scontata. La Chiesa ha continuato a vivere, vive e vivrà, perché per ogni persona che ha tradito gli ideali del Vangelo, ne sono venute migliaia di altre che lhanno amato. Di più: Si può perfino dire che il miracolo della sua durata e della santità che ha generato è tanto più grande quanto più è in contrasto con gli indiscutibili casi in cui si è macchiata di qualche colpa.
Nei venti capitoli del libro Hesemann passa in rassegna criticamente argomenti ben presenti nelle varie leggende nere e menzogne varie, da Giuda Iscariota a Maria Maddalena, dalla papessa Giovanna alle Crociate, dai catari ai templari, dallInquisizione alla caccia alle streghe, da Giordano Bruno a Galilei Galilei fin giù ai nostri giorni. Lasciamo al lettore il gusto dellapprofondimento, permettendoci di citare solo uno scritto del 6 maggio 1526: Quella che manda a morte le maghe è una legge molto giusta perché queste donne sono causa di molti danni, cosa che fino ad ora è stata ignorata, infatti possono rubare da una casa latte, burro e tutto quanto ... possono stregare un bambino... possono causare misteriose malattie alle ginocchia tali da consumare il corpo... recano danni al corpo e allanima, somministrano bevande e sortilegi per destare lodio, lamore, il maltempo, la rovina della casa, dei campi. Con le loro frecce magiche azzoppano una persona a più dun miglio di distanza e nessuno la può guarire...Le maghe bisogna ammazzarle tutte perché sono ladre, rovinano i matrimoni, sono briganti, assassine... fanno un mucchio di danni. Perciò bisogna ammazzarle, non solo perché fanno danni ma anche perché hanno rapporti con Satana. Chi è lautore del brano? Un certo Martin Lutero (e così si spiega come la caccia alle streghe sia stata feroce laddove imperava il protestantesimo: ad esempio nella Svizzera protestante - da Ginevra a Losanna a Zurigo - più che in quella cattolica).
Da notare i ringraziamenti finali dellautore. Che vanno tra gli altri ai cardinali Bertone, Dziwisz, Meisner, agli arcivescovi Harvey, Marini, Capovilla, a monsignor Georg Gänswein.