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LA MEMORIA DI SANTA CRISTINA E DEL CORPUS DOMINI

Bolsena, tra percorsi antichi e tradizioni consolidate

Testo e foto di Marina Cioccoloni

Bolsena, tra percorsi antichi e tradizioni consolidate A Proceno la Via Francigena lascia la Toscana ed entra nel Lazio. Sono le ultime tappe di un lungo viaggio iniziato a Canterbury, in Inghilterra, e che ha il suo epilogo a Roma. Un tragitto di circa 1.800 chilometri attraverso l’Europa sui passi di Sigerico che, a piedi e a cavallo, lo percorse per la prima volta nell’anno 990 per arrivare nella capitale della cristianità dove avrebbe ricevuto dalle mani del Papa l’investitura a vescovo di Canterbury. Tornato in patria, la via da lui tracciata divenne per secoli il cammino preferito da migliaia di pellegrini che si mettevano in viaggio per raggiungere l’Urbe e i luoghi del martirio degli apostoli. La chiamavano Francisca, o Francigena, cioè proveniente dalla Francia (sotto Carlo Magno tutta l’Europa Centrale era regno dei Franchi), e fu una delle grandi direttrici attraverso le quali si diffuse per tutta l’Europa la conoscenza di popoli e culture diverse. Il pellegrinaggio era allo stesso tempo espiazione ed esperienza religiosa e culturale, permetteva di ampliare il proprio sapere e allargare gli orizzonti attraverso il contatto con modi di vivere e di pensare diversi dai propri.

Superata Acquapendente, un grosso comune agricolo noto per la produzione di ortaggi, vino e legumi e con una pregevole basilica cattedrale del Santo Sepolcro, la Via Francigena giunge sul lago di Bolsena. E’ il bacino vulcanico più vasto d’Europa, orlato di colline boscose e dalle pescose acque azzurre e cristalline, trasparenti fino a 10 metri di profondità. Vi vegetano lucci, anguille e il coregone, un pesce della famiglia del salmone importato in Italia dalla Francia dai Savoia, che lo diffusero prima a Fiumelatte sul lago di Como e poi in seguito nel lago di Bolsena. Sulle sue rive si affacciano dieci paesi e al centro racchiude due isole: l’isola Martana, la più vicina, piccola, privata, avvolta dalla leggenda dell’uccisione di Amalasunta, la regina degli Ostrogoti, per ordine del marito Teodato, e più al largo l’isola Bisentina, che deve il suo nome a Bisentium, antica località etrusca posta sulla terraferma proprio di fronte ad essa. Grande 13 ettari, di proprietà di una famiglia che da alcuni anni ne permette la visita, l’isola è un’oasi di silenzio e pace sulla quale nel corso dei secoli papi e principi hanno condensato storia e natura, trasformandola in un magnifico eden. Il Cardinale Alessandro Farnese vi fece erigere una chiesa, circondata oggi da giardini all’italiana, tra le palme e le agavi di un microclima particolare.

Sulle rive nord-orientali del lago, tra lecci e stormi di folaghe e aironi, si erge il borgo medievale di Bolsena. Antiche case in pietra si affastellano una sull’altra per strette viuzze e scalinate che conducono in cima all’abitato, dominato dalla Rocca Monaldeschi, attuale sede del Museo territoriale del lago di Bolsena. D’estate il lungolago, abbellito da aiuole e pini secolari che si affacciano sull’acqua, invita a passeggiate salubri; d’inverno alla meditazione e al silenzio.

La cittadina è la romana Volsini Nova, e la sua storia è legata alle vicende della vita della sua cittadina più illustre, Santa Cristina, e al miracolo dell’ostia consacrata che spinse Papa Urbano IV ad istituire in tutto il mondo cattolico la festa del Corpus Domini.

Ma andiamo con ordine. Cristina era la giovane figlia undicenne del prefetto romano Urbano e visse agli inizi del IV secolo durante gli anni dell’ultima terribile persecuzione di Diocleziano. Il padre tentò in tutti i modi di convincere la figlia ad abiurare alla fede cristiana, sottoponendola ad infiniti supplizi da lei sopportati stoicamente. Non riuscendo nel suo intento alla fine cercò di annegarla gettandola nelle acque del lago con una pesante pietra legata al collo ma questa, sorretta dagli angeli, iniziò a galleggiare e riportò la giovanetta a riva sana e salva. Venne infine uccisa trafiggendola con alcune frecce. Il suo corpo fu portato fuori dell’abitato, e sepolto ai piedi di una collina tufacea, là dove era una primitiva catacomba frequentata dai cristiani.

Con lo svilupparsi del culto, a fianco di questi cunicoli fu eretta una prima chiesa a lei dedicata, ricostruita ed ampliata anche con il contributo di Matilde di Canossa, grande devota di Santa Cristina. Al suo interno, sotto il magnifico altare del miracolo sormontato da un ciborio dell’IX secolo, si conserva ancora la pietra con le impronte dei piedi della santa e in una sala attigua all’ingresso delle catacombe un primo sarcofago utilizzato per contenerne le spoglie. Queste sono ora conservate in un’urna posta sotto la statua lignea del XVmo secolo che la rappresenta nella cappella a lei dedicata in fondo alla navata sinistra della basilica. Il ricordo di Santa Cristina pervade ancora la cittadina che ogni anno il 23 e 24 luglio le dedica una solenne processione e la rievocazione degli episodi del martirio attraverso quadri viventi detti “Misteri”, che vengono rappresentati nelle piazze ad opera dei giovani del paese.

Ma la chiesa è custode non soltanto dei ricordi legati alla santa ma anche dell’evento miracoloso del Corpus Domini, avvenuto nell’anno 1263. Narrano le cronache che un sacerdote boemo, Pietro da Praga, in pellegrinaggio lungo la Via Francigena verso Roma si fermò a celebrare messa nella basilica. Al momento dell’elevazione dell’ostia fu pervaso dal dubbio che essa fosse veramente il corpo di Cristo. In risposta iniziarono a scaturire dall’ostia alcune gocce di sangue che macchiarono il corporale di lino e il pianale di marmo dell’altare. Tre di queste pietre sono oggi conservate nella cappella del miracolo costruita in stile barocco all’interno della chiesa, e una quarta è esposta sull’altare racchiusa in un prezioso reliquiario. Fu questo evento che spinse Urbano IV ad istituire la festa del Corpus Domini, che a Bolsena viene celebrata ogni anno con una processione e un’imponente infiorata avente per tema l’Eucaristia e che si snoda per le vie della cittadina lungo un percorso di circa 3 chilometri.


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