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GLI ANNIVERSARI DEL GRANDE MUSICISTA POLACCO

Chopin, il romantico per eccellenza

Cristina Borzacchini

Chopin, il romantico per eccellenza Centosessantesimo anniversario dalla morte e bicentenario dalla nascita per un sommo protagonista della musica classica, Fryderyk Franciszek Chopin (1810-1849), Frédéric-François nella variante francese adottata quando lasciò la Polonia.

La celebrazione della nascita è condivisa con l’altro genio del Romanticismo, Robert Schumann, morto nel 1856. Non ne parleremo come musicologi. In rete sono consultabili pagine e pagine su uno degli eventi dell’anno che vedono la Polonia come loro scenario naturale. Ne parleremo come autore amato e compagno di solitudine, nella malinconia, nella tristezza, nello zal, termine polacco incontrato in una bella pagina su Romasette a colloquio con William Grant Naboré.

Mozart, si sa, è maestro di espressione e Bach di tecnica; Chopin sa evocare come nessun altro il pianto del cuore, la nostalgia che per qualcuno è la terra lontana, per altro un amore perduto o un sogno infranto. È il romantico per eccellenza e forse per questo lo si sente così vicino. Di madre polacca e padre francese,scoperto da un insegnante cieco, è sepolto al Père Lachaise ma il cuore è rimasto nella chiesa di Santa Croce a Varsavia.

I Notturni interpretati da Rubinstein e Pollini, le Mazurke suonate dalla Argerich o la raccolta Complete Piano Works per il talento di Ashkenazy offrono momenti rari di emozioni non condivise, che si vivono in solitudine, con i propri pensieri. Unica compagnia notturni, polacche, mazurche, valzer, fantasie... che cosa mai avranno di speciale rispetto ad altri brani di Liszt o Debussy?
Chopin è unico, è il pianoforte, un susseguirsi di note che avanzano e si ritraggono come le onde del mare. In esse ti perdi, senti che è dolce naufragarvi e per un attimo le tue emozioni, i tuoi sentimenti hanno una compagnia che li conforta, li incoraggia, quasi dà loro dignità di esistere...
Chi non ha presente le mani eleganti de Il pianista? Il film si apre mentre esegue un brano di Chopin e si chiude sempre con Chopin, mentre il protagonista, di nuovo elegante e raffinato musicista, ha ancora negli occhi l’orrore vissuto. Nella musica trova la sua ragione di vita, il suo essere... Le dita scorrono sulla tastiera, sembrano giocare, invece danno vita ad un’armonia che ha qualcosa di sacro. Chopin ha qualcosa di sacro; il dono della musica è un dono divino, un talento ricevuto e che viene donato.
Un anniversario è, come deve essere, un susseguirsi di appuntamenti. Ma quelli dell’arte e della musica toccano le corde più segrete dell’intimo e possono essere momento raro di celebrazione personale.
Allora se volete dare corpo al vostro sentimento, mettetevi comodi e perdetevi nel sognante Notturno Op 9, n. 2, sul quale si sono cimentati l’eterno Pollini, mostri sacri come Horowitz e Rachmaninoff e direte: è quello che sento!
Quando lo stereo e il cd, prodotto della tecnologia, sprigionano il prodotto dell’intuizione di un uomo, il nostro Chopin, siamo grati al progresso!
Invitiamo il pubblico più giovane ad ascoltare l’armonia del piano, a educare l’orecchio con una musica che sa essere compagna nello studio, una musica che porta a pensare e aiuta a leggere dentro alle cose.

Si ricorda il XVI Concorso Pianistico Internazionale di Varsavia che si svolge ogni 5 anni, iniziato nel 1927. Quest’anno dal 2 al 23 ottobre 2010.
http://konkurs.chopin.pl/en

Per il calendario delle Celebrazioni:
www.chopin2010.pl/en